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Archivio per la categoria ‘Tecnica’

L’albero del Meteor, se lo regoli raccogli i frutti!

31 dicembre 2010 4 commenti

Dopo le poetiche uscite sotto la neve che portano il pensiero a naviganti romantici e appassionati, è giunto il momento di appagare l’insensibile popolo delle regate che conosce solo un modo di emozionarsi in barca: stare davanti agli avversari!!! Perchè non cominciare allora approfondendo alcuni temi di fredda tecnica e regolazione del Meteor?

Una premessa: alcuni sostengono che il Meteor sia una barca datata, superata, lenta. Nulla di più vero. La capacità di un equipaggio però, non si misura in base a velocità o modernità della barca, ma in base a sensibilità di regolazione, esperienza e doti tecnico/tattiche. Il Meteor, benché vecchiotto, è un mezzo difficile da far correre, ha poi una caratteristica fondamentale che lo rende interessante: da buon monotipo non contempla rating e compensi! Arrivare dietro ad una barca diversa offre varie giustificazioni, arrivare dietro ad una barca uguale, molte meno. Se si è più lenti dell’avversario non resta che rimboccarsi le maniche e capire come andare più forte. Perciò mi rivolgo a chi se n’è infischiato dell’aspetto e della velocità del Meteor e si è messo in gioco per confrontarsi ad armi pari: complimenti per la scelta!

Fatta questa premessa, mi sposto ora sull’oggetto dell’articolo: l’albero del Meteor, uno degli argomenti più complicati e controversi. Non offro alcuna certezza, ma solo qualche spunto di riflessione frutto di uno scambio di idee e di mail con altri amici della Flotta. Correzioni e precisazioni sono benvenute.

Una cosa emerge chiara parlando con chi conosce bene il Meteor:

1 – la regolazione dell’albero è fondamentale

2 – la regolazione dell’albero va modificata continuamente in base alle condizioni meteo

Ora, i più pigri storceranno il naso… ma rassegnatevi, per andare forte con il Meteor, questa è la strada da seguire! Una regolazione azzeccata dell’albero può dare un vantaggio enorme sia di bolina che di poppa.

Fra le regolazioni principali c’è quella del rake che indica la distanza tra la testa dell’albero e la poppa. Più si riduce questa misura e più si inclina l’albero indietro. Ne consegue un arretramento del centro velico e un aumento dell’effetto orziero della barca. Sulla scelta della misura del rake incide molto l’effetto raddrizzante prodotto dall’equipaggio, quindi dovrebbe essere regolato in base al peso complessivo di quest’ultimo e all’intensità del vento per ottenere una barca equilibrata.

Dati base vento leggero. Tendenzialmente si arretra l’albero con vento leggero. Partendo da un albero perpendicolare all’acqua, con barca il più possibile equilibrata nei pesi, per inclinare l’albero verso poppa è necessario cazzare le sartie alte e lascare lo strallo di prua (a volte è necessario inserire alla base dello strallo uno snodo di prolunga). Con vento leggero lo strallo sarà poco teso e il paterazzo completamente lascato per ottenere un’inferitura del genoa grassa sottovento. Le sartie alte quindi non dovranno avere tensioni elevate (altrimenti metterebbero in tensione lo strallo di prua), mentre le basse saranno addirittura lasche per favorire la flessione dell’albero sottovento al centro e ottenere una randa più grassa. Con un rake ridotto si avrà la bugna del genoa più vicina al piano di coperta e una minor tensione sulla balumina della randa che sarà quindi più morbida e rotonda. 

Dati base vento forte. Con vento forte invece albero più dritto, quindi rake con misura maggiore che si ottiene cazzando lo strallo di prua, sartie alte più tese per flettere l’albero tramite le crocette (spingono l’albero avanti al centro) e smagrire la randa. Basse “tese al punto giusto” per ottenerne la tensione ottimale quando lo stralletto è in tensione, paterazzo tendenzialmente più cazzato per uno strallo più o meno teso in base all’onda e alla potenza necessaria per superarla. Qualcuno dice anche di cazzare il vang per spingere l’albero in avanti e smagrire la parte bassa della randa tramite la flessione del boma. Quando lo stralletto è in tensione, se è molto potente, oltre a cazzare le sartie basse e a flettere l’albero in avanti e al centro smagrendo la randa, riduce anche la tensione delle sartie alte che con vento forte può essere produttivo in quanto sotto raffica la parte alta dell’albero può flettere leggermente sottovento scaricando aria dalla randa e riducendo lo sbandamento e la forza di resistenza.

Ovviamente tutto questo è variabile in funzione del tipo di albero (recente o vecchio), vele e modo di condurre la barca. Fra vento leggero e vento forte in mezzo ci stanno tutte le regolazioni intermedie. 

C’è poi un aspetto interessante. La classe Meteor a differenza di altre classi monotipo lascia libero l’armo della barca. Molti si saranno accorti che gli alberi dei Meteor non sono tutti collegati alla stessa maniera agli attacchi delle sartie. Alcuni hanno le sartie alte collegate a proravia e le basse a poppavia (tipo Engy), altri invece optano per la soluzione inversa (tipo G&G e più o meno tutti gli altri). Ora, la domanda è: quale vantaggio offre una soluzione rispetto all’altra? Bene, qui ci addentriamo in un mare di supposizioni e ipotesi, al momento infatti non esiste un dato certo. Ciò che è chiaro è che entrambe le soluzioni sono potenzialmente vincenti, lo dimostrano i risultati di Chioggia, e soprattutto dei Campionati Italiani. Un aspetto fondamentale della posizione delle sartie riguarda le crocette. Di base, più si arretra la posizione delle sartie alte e più le crocette spingono l’albero avanti essendo acquartierate. Perciò con il sistema G&G si dovrebbe ottenere una maggior pre-flessione dell’albero rispetto al sistema Engy, a parità di tensione delle sartie. Anche lo stralletto e il paterazzo incidono molto nel sistema. Il primo incrementa la flessione della parte centrale dell’albero verso prua, mentre il secondo flette la parte alta dell’albero verso poppa e tende lo strallo. L’osservazione più immediata è che la soluzione Engy richiede un uso più intenso dello stralletto anche con vento leggero, (per aumentare la flessione dell’albero a parità di tensione), per contro offre un range più ampio di regolazioni e adeguamenti alle condizioni di mare e vento. Il sistema G&G offre un miglior adattamento della barca a diversi range di vento, ma una minor capacità di adattamento a condizioni estreme. Divertitevi a provare!

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Partenze Meteor

9 maggio 2010 3 commenti

Sabato 8 maggio, finalmente la meteo ci regala un favoloso inizio week-end.

Noi di Veladriatico, sapevamo dell’iniziativa “Partenze con la Lega Navale”, e anche se l’avevamo ritenuta troppo cara, eravamo contenti che finalmente anche la sz. di Padova organizzava qualcosa.

Usciamo per provare il nuovo bompresso fatto in casa e visto che le condizioni meteo erano ottimali per l’evento promosso, ci dirigiamo verso i quattro Meteor che veleggiano in laguna. Stupiti di vederli scorazzare e non vedendo barca giuria li contattiamo via VHF e scopriamo che ahimè l’evento è stato annullato, un meteor sta rientrando in porto e… Un vero peccato! Ci diciamo, finalmente una bella giornata, barche in acqua e voglia di allenarsi, manca solo l’organizzazione.

C’è poco da fare: “fuori  la bandiera Meteor, fuori la bandiera Veladriatico, un fischietto, richiamo generale, cronometro e boa, siamo pronti!!!”

meno 5 su bandiera di classe

meno 4 su bandiera associazione

meno 1 giù associazione

partenza giù classe

e così i tre meteoristi rimasti si cimentano per sei volte in prove di partenza dove leggeri giri di vento e corrente diventano man mano sempre più facili da leggere.

Why Not?Primi20Andy Cup ognuno per due volte è partito meglio degli altri , ognuno sicuramente anche in questa giornata è cresciuto un po’. Dare priorità alla passione, essere pronti a tutto e salvare una giornata a questa classe che ci sta così a cuore, anche per noi di Veladriatico è stato motivo di crescita.

Colgo l’occasione per ricordarvi il 2° Rally della Laguna in programma Sabato 5 e Domenica 6 Giugno.   (sono aperte le pre-iscrizioni)

Buon Vento

intanto… gustatevi le foto:

Partenze Meteor

Le vele del Meteor

17 aprile 2009 Nessun commento

pangea21aprile091

Caro amica/o,
ho organizzato martedì 21 aprile alle ore 21:00 presso la libreria Pangea di Padova (via SS Martino e Solferino zona Duomo di fronte al cinema Concordi) un incontro con Alberto Zane titolare della veleria Blue Phoenix. Tema della serata: le vele del Meteor. Progetto, analisi, costruzione,materiali, regolazione e manutenzione. In occasione sarà presente Fabio Biesso che presenterà la sua tesi di laurea: ANALISI FLUIDODINAMICA NUMERICA DI COPPIE GENOA – RANDA DI UN’IMBARCAZIONE A VELA CLASSE METEOR.
Pensando che la cosa possa interessarti ti aspetto alle ore 21 precise.
Ciao
Augusto Toson
Capoflotta Meteor di Chioggia.

P.S. ovviamente l’invito è libero, aperto a tutti e gratuito.

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Calendario 2009 – Serata 21 aprile

30 marzo 2009 Nessun commento

Ecco il calendario da scaricare.

calendario091

Cancellata la partecipazione dei Meteor al Trofeo Mosella, vi aspetto numerosi in libreria Pangea (zona Duomo) di Padova martedì 21 aprile alle ore 21:00 precise. Tema della serata: le vele del Meteor. Progetto, analisi, costruzione, materiali, regolazione e manutenzione… e tutti i nostri dubbi potremmo rivolgerli ad Alberto Zane della veleria bluephoenix. Sono invitati tutti gli apassionati del Meteor

P.S. Durante la serata sarà presentata la tesi di laurea di Fabio Biesso dal titolo: analisi fluidodinamica numerica di coppie genoa-randa di un’imbarcazione a vla classe meteor.

Il Capoflotta gus

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Tecnica

4 giugno 2007 1 commento

Tutto quello che avresti voluto sapere, ma non osi chiedere di persona….

Una partenza

Da un bel po’ di tempo ci siamo dedicati a vari aspetti del regolamento e delle regate in
genere, dimenticando di toccare le regole di rotta. Lo spunto per andare nuovamente su
questo argomento mi viene da una “scoperta” (così possiamo chiamarla) fatta durante
la Coppa America. Non è la prima volta che ci troviamo a ritrattare
argomenti già svolti grazie a una rilettura delle regole. Quasi sempre, e questa volta
non fa eccezione, la falsa novità è dovuta a qualche piccolo lapsus nella lettura affrettata
della regola.
Regola 18.1; passaggi alle boe e ostacoli. Uno degli argomenti più dibattuti è il tipico
“quando si applica e quando non si applica”. Poche sono le certezze, ma una di questa
era (è bene usare il passato) il momento in cui la regola 18 non aveva più effetto
perché le barche si avvicinavano alla linea di partenza per partire. Mio Dio…. era sempre
così…. Con questo ragionamento di “era sempre così” non si è mai pensato che
il testo era leggermente cambiato; leggermente, ma quel tanto che basta per stravolgerne
notevolmente il contenuto. 18.1 Quando si applica questa regola
La regola 18 si applica quando le barche stanno per girare o passare una boa, che
esse devono lasciare dalla stessa parte, o un ostacolo, fino al momento in cui lo hanno
superato.
In ogni modo essa non si applica:
(a) ad una boa di partenza circondata da acqua navigabile, o al suo cavo di ancoraggio,
dal momento in cui le barche si stanno avvicinando ad essi per partire
fino a quando li hanno superati; (b) tra barche su mure differenti, sia su un
lato di bolina sia quando per una di esse, o per entrambe, la giusta rotta per passare
la boa o l’ostacolo richiede di virare. Avete letto nulla di interessante? Ma certo…
rileggete il punto (a): ad una boa di partenza…. quando le barche si stanno avvicinando
ad essa per partire: ad essa si riferisce alla boa, non alla LINEA DI PARTENZA
come era scritto in tutte le edizioni precedenti e come eravamo abituati a ragionare.
Non ho la più pallida idea di come questo sia successo, non so se chi ha fatto il blitz lo
abbia fatto in maniera deliberata, ma non credo, alla fin fine, che sia così, perchè altrimenti
il problema sarebbe uscito prima. Sta di fatto che quando uno di noi si è accorto di
questo durante una delle riunioni preliminari della Coppa, tutti gli altri 17 sono rimasti
zitti e preoccupati. Era troppo grossa, poteva cambiare il comportamento di alcuni di
noi e degli stessi concorrenti in alcune situazioni. Ma così è, questa è la regola e non si
può fare nulla se non tenercela. Vediamo ora quale è il vero problema: molto
semplice. In alcune delle situazioni che si presentano alla linea di partenza, è necessario
applicare quella che è la regola detta “antibarging”. Questo suo stravecchio nome
è sparito dalla normativa, ma il senso è rimasto quasi lo stesso: quando si parte non
ci si può infilare tra l’avversario sottovento e la barca del Comitato (o la boa… ma è
molto più raro).
Tutto bene, ma quando comincia a entrare in vigore questa norma? Quando la barca del
Comitato smette di essere un ostacolo al quale la barca interna, ingaggiata da almeno
due lunghezze, ha diritto a spazio? Semplice: da quando ci si avvicina alla
linea… o, scusate alla barca per partire. A dispetto del lieve cambio nel testo, la differenza
diventa notevole, specie nelle regate numerose con linea lunga.
Vediamo nel disegno una linea di partenza con due barche che si avvicinano alla barca
Comitato. La barca gialla è interna, ingaggiata e, normalmente, ha diritto a spazio per
entrare. Quando mancano 2-3 minuti alla partenza il problema non esiste: ostacolo
puro e non si discute. Quando manca meno di un minuto, la normale
interpretazione che tutti abbiamo sempre dato era la morte definitiva della regola 18.
In posizione 2 il blu poteva tranquillamente orzare, spingere il giallo fuori dalla linea, e
non se ne parlava più. Con questa nuova lettura della regola bisogna
essere molto più cauti: se manca alla partenza un periodo di tempo tale per cui le barche
(tutte e due o anche una sola della due) finiranno con andare a partire dall’altra parte, la
regola 18 rimane in vigore. Esse, infatti, non si stanno avvicinando alla barca Comitato per
partire (anche se si stanno avvicinando alla linea di partenza per partire).
In regata di flotta il problema si focalizza sul comportamento dei concorrenti in mare. La
vita della Giuria cambia poco, perchè al momento dell’udienza i giudici avranno in
mano tutti gli elementi necessari per giudicare: dove sono partite le barche? In boa?
Ok, regola 18 al lavoro, blu squalificato.
Sono partite in barca senza fare altri strani giri? Bene, regola 18 morta, protesta respinta
o squalificato giallo, a seconda dei casi.
Per i concorrenti sarà più difficile giudicare con serenità la situazione, ma non posso
farci nulla. Il problema serio nasce nelle regate arbitrate;
match race, regate a squadre o modelli radiocomandati, poco cambia. L’effetto di
tutto questo sarà un inevitabile ritardo nelle risposte da parte dell’arbitro. Quando lo
stesso vedrà che le barche (o almeno una delle due) partono lontano dalla barca
Comitato (anche a metà linea) dovrà applicare la regola 18 e punire l’esterno. Ma per
sapere il tutto dovrà attendere, creando un’antipatica situazione di disagio.
Buon divertimento

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